Codice QR – storia di un simbolo

Il QR Code essendo di semplice utilizzo e dal bassissimo costo di implementazione è il primo passo dei processi di digitalizzazione delle aziende, si usa per velocizzare il data entry.

Tabella dei Contenuti

I codici QR sono stati sviluppati principalmente nel 1994 dalla casa automobilistica giapponese Toyota per tracciare i veicoli durante la produzione di automobili.

Il loro successo commerciale è però dei primi anni 2000 quando, tramite la fotocamera degli smartphone è stato possibile aprire un link ad una pagina web del browser.

L’unione quindi di 3 tecnologie distinte ha portato oggi il QR COde ad essere un elemento chiave nelle aziende di produzione.

Codice a Barre

L’idea è del 1948 ma, solo con l’invenzione del laser e dei microcontrollori elettronici a fine anni ‘70 si riuscì a trovare una sua applicazione pratica all’interno di un supermercato.

In poco tempo, dall’ingresso in produzione, vennero definiti standard internazionali per permetterne l’utilizzo a livello globale, tanto che ancora oggi viene utilizzato per moltissime applicazioni quotidiane.

Differenze tra codici a barre e codici QR:

Codici a barreCodici QR
UnidimensionaleBidimensionale
Contiene 8-25 caratteriContiene fino a 7000 caratteri
Il dispositivo di scansione deve rispettare determinate angolazioni per leggereIl dispositivo di scansione può raccogliere facilmente da varie angolazioni
Richiede la configurazione delle anagrafiche e del software di utilizzoNon necessita una configurazione grazie all’utilizzo del web
Non può essere personalizzato graficamentePuò essere personalizzato con i colori e il logo del marchio unici

I codici QR occupano meno spazio fisico ma possono memorizzare fino a 100 volte le informazioni di un codice a barre.

Hanno una tolleranza di errore fino al 30% in più rispetto ai codici a barre.

Il QR Code essendo di semplice utilizzo e dal bassissimo costo di implementazione è il primo passo dei processi di digitalizzazione delle aziende, si usa per velocizzare il data entry.

L’utilizzo combinato con i dispositivi mobile degli operatori permette di creare fonti rapide di informazioni. 

Ecco che il manuale di utilizzo così come le procedure di intervento sono ora racchiuse nello spazio di un’etichetta. 

La lettura del QR Code inoltre porta con sé maggiori informazioni del suo utilizzo.

Da semplice evoluzione dell’etichetta, oggi può essere un punto di rilevamento passivo o un portale di accesso interattivo.

Grazie all’unione di più tecnologie i codici QR diventano punti di accesso o attuatori digitali dei processi aziendali.

L’evoluzione in TAG RFID

In comune con il suo antenato stampato ha solo il concetto di identificazione, ma quando si parla di RFID si sottintende un sistema costituito da 3 elementi fondamentali.

L’etichetta RFID o transponder o tag, è costituito da:

  • un microchip che contiene dati in una memoria (tra cui un numero univoco universale),
  • un’antenna, per la comunicazione
  • un supporto fisico chiamato “substrato” che tiene insieme il chip e l’antenna

Sparisce l’aspetto statico dell’etichetta introducendo maggiore complessità e sofisticazione all’interazione tra codice – lettore.

Il concetto di identificazione in radiofrequenza (Radio Frequency Identification) nasce poco prima del codice a barre, durante la seconda guerra mondiale ma, trova un’applicazione pratica solo a partire dagli anni ‘90 dapprima con i badge personali e poi globalmente con le carte di credito.

Vantaggi rispetto a codici a barre e QR-Code

  • Non deve essere visibile per essere letto
  • Si possono anche aggiungere informazioni sui chip in funzione
  • L’identificazione e la verifica avvengono in 1/10 di secondo
  • La comunicazione può essere in chiaro o cifrata

SiV4F Manufacturing è in grado di utilizzare qualsiasi sistema identificativo si voglia ma, il percorso di digitalizzazione di SiVaF Informatica fa sì che si utilizzi sempre quello più adatto alla sua applicazione.

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