Digitalizzare le postazioni di lavoro manuali : Realtà vs Aspettative

Digitalizzare le postazioni manuali equivale alla ricerca del candidato ideale; selezione dei curricula, test valutativo e il periodo di apprendistato, fino all'autonomia ma con supervisione.

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La premessa è che ancora non esiste una soluzione omnicomprensiva che registra autonomamente ed efficacemente le attività svolte dai lavoratori, soprattutto artigiani o specialisti del proprio settore.

Allora perché vale la pena prenderle in considerazione? La risposta sempre valida è che “sapere rende liberi di decidere”.

Ma andiamo con ordine e consideriamo innanzitutto il panorama applicativo e funzionale di una soluzione digitale per postazioni di lavoro manuali.


A cosa serve digitalizzare?
A registrare informazioni. 

A cosa serve registrare le informazioni?
Per poter fare analisi, prendere decisioni o meglio per ridurre gli errori.

Quindi possiamo affermare che digitalizzare aiuta innanzitutto a ridurre gli sprechi.

Il lavoro manuale si differenzia da quello delle macchine per l’impossibilità di garantire copie identiche.

Il plusvalore della manualità deriva principalmente dalla capacità dell’addetto di riconoscere eventi esogeni o non previsti.

Unire l’abilità delle macchine nel distinguere i dettagli, riconoscendo difetti ed errori e, la capacità umana di reagire agli eventi permetterebbe un lavoro meno stressante per l’operatore e un prodotto qualitativamente migliore.

Quindi digitalizzare le postazioni manuali aiuta l’azienda a migliorare la vita dei lavoratori, il ritorno sull’investimento è l’aumento di qualità prodotta, la riduzione degli errori e degli sprechi.

Come se non bastasse, storicizzare è l’unica strada percorribile per aumentare la resilienza aziendale. Grazie alla possibilità di analisi ed elaborazione dei dati le aziende possono lavorare sul lungo termine, evitando la follia del “vivere alla giornata”.

Ma come affermato nella premessa, non esiste al momento un deus ex machina acquistabile su Amazon con consegna entro le 4 ore.

Così come il percorso di formazione di un addetto richiede tempo per qualificarlo come specializzato, anche le macchine hanno bisogno di imparare e praticare prima di essere autonome o di dare valore aggiunto.

Quindi più si aspetta ad “assumere” questi tirocinanti, più si procrastina il momento in cui questi diventano migliorativi.

Occorre iniziare a considerare il passaggio al digitale come l’assunzione di un lavoratore molto qualificato, con laurea e master ma con poca esperienza pratica. Le sue potenzialità sono enormi ma vanno convogliate nella realtà applicativa in cui sono destinate ad operare.

Digitalizzare le postazioni manuali equivale alla ricerca del candidato ideale; si selezionano tra vari curricula quelli con le caratteristiche desiderate, poi si effettua una successiva scrematura tramite un test valutativo svolto in prima persona ed infine, grazie ad un periodo di apprendistato e di affiancamento, dati alla mano, è possibile lasciarlo operare in autonomia, ma mai dimenticando la necessaria supervisione.

Un percorso che si traduce in un successo solo a fronte di un investimento, sia economico che di tempo.

In Si.Va.F. valutiamo costantemente i curriculum vitae delle tecnologie emergenti, li schediamo per caratteristiche, prestazioni e funzionalità. I nostri clienti hanno così la possibilità di valutare sempre più proposte alternative, ma ugualmente valide. 

Un servizio libero da vincoli, noi infatti non siamo legati a nessun vendor e non obblighiamo all’acquisto di alcuna soluzione aggiuntiva se questa è già presente in azienda.

Chiamaci per conoscere senza impegno le possibilità per la tua azienda di digitalizzare anche le postazioni manuali.

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