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I cinque attacchi hacker più pericolosi della storia dell’informatica

Scritto in collaborazione con Stefania Grosso, content writer per Techwarn.

 

Per noi che ci occupiamo di sicurezza informatica e cerchiamo di contrastare in ogni modo i pericoli che circolano sul web è interessante scoprire e valutare quali sono stati gli attacchi hacker più importanti e pericolosi nella recente storia dei dispositivi elettronici. I cyber attacchi infatti sono stati numerosi e potenti nel corso degli anni, dimostrando che la sicurezza informatica va sempre e comunque tenuta in considerazione, sia dagli utenti privati sia dalle aziende, cercando di migliorarla sempre di più. Andiamo dunque a vedere gli attacchi hacker più pericolosi – per conoscerli e non ripetere!

WannaCry

Probabilmente è il ransomware più famoso, che dal 2017 ha scatenato una vera epidemia, infettando 200mila computer in soli quattro giorni. Un ransomware è un tipo di malware che tiene in ostaggio il computer fino al pagamento di un riscatto, un ransom appunto. In questo caso erano stati colpiti anche enti pubblici, come ospedali, e moltissime aziende, paralizzando la produzione. Il malware è ancora in giro e si è temuto una seconda diffusione all’inizio di quest’anno.

Stuxnet

Un worm capace di colpire le basi iraniane, provocando milioni in perdite, e in grado di diffondersi semplicemente grazie ad una chiavetta USB? Ebbene sì, è esistito e porta il nome di Stuxnet. Questo worm, che ha davvero causato un blocco delle attività industriali di moltissime aziende (tra cui appunto le centrali iraniane), riusciva a diffondersi con una velocità estrema ed è stato il primo malware per cui si è parlato di armi informatiche.

ShadyRat

Un virus che ha lavorato di nascosto per ben cinque anni e che è stato scoperto solamente nel 2011. Incredibile vero? Eppure ShadyRat, che si nascondeva in un allegato email infetto e che ha colpito centinaia e centinaia di computer, decifrando e leggendo i documenti e i file contenuti all’interno.

DarkHotel

Forse lo saprete che attraverso le reti WiFi pubbliche si corrono molti rischi in quanto sono facilmente decifrabili. Proprio sfruttando queste lacune nella protezione delle reti pubbliche, alcuni hacker sono riusciti a inserire uno spyware nelle reti WiFi degli hotel, registrando così tutti i dati dei dispositivi in cui si installava. Per evitare di incorrere in questo tipo di problemi quando utilizzate una rete WiFi pubblica, vi consigliamo di munirvi di una connessione VPN, che vi tiene al riparo da possibili attacchi.

C0mrade

Non si tratta di un malware ma del nickname di uno dei primi e più famosi hacker: un sedicenne americano che riuscì ad entrare nei server della NASA nel 1999. Ci riuscì con un Pentium e decifrando una password. Il risultato? Un furto di dati dal valore di 1,7 miliardi di dollari. Catturato subito, il giovane dimostrò come fosse facile violare i dati di accesso dell’agenzia spaziale americana. Da allora i sistemi di sicurezza informatica hanno fatto passi da gigante, rendendo impensabile un’azione simile.

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